Una due giorni di convegno per parlare del disagio mentale fra i minori. E’ quello a cui darà vita la comunità Acquaviva di Cagli della Cooperativa Utopia, forte della sua esperienza quasi ventennale nel campo del sostegno a giovanissimi con disagio psichico.

Il 13 e 14 dicembre a Cagli, al teatro Comunale e nelle sale del Comune, si terrà infatti il convegno “Itinerari oper-ATTIVI di un territorio che cura, dentro e fuori la salute mentale dei giovani e delle giovani” dove i tanti relatori presenti e il pubblico stesso potranno confrontarsi e riflettere sull’emergenza minorile in corso e su quali possano essere le risposte condivise a questa e come il territorio possa essere una risorsa a sostegno dei ragazzi.

Se la Comunità Acquaviva nei suoi 19 anni di attività ha accolto poco meno di 150 ragazzi, sono sempre più le richieste che le arrivano dai servizi sociali di tutta Italia, più di 100 solo nell’ultimo anno a fronte dei 20 posti disponibili. Un’emergenza psichica che ha coinvolto ragazzi sempre più piccoli tanto che la Comunità Acquaviva è stata la prima nel nostro Paese ad aprire un modulo dedicato ai giovanissimi, quella fascia che va dai 9 ai 14 anni che in tanti pensano immune da queste problematiche. La recente pandemia ha invece acuito il problema, tanto che ad oggi è difficile trovare risposte sufficienti per affrontare i tanti casi.

Da qui l’idea di dar vita alla due giorni di evento a carattere nazionale che si aprirà il 13 con il convegno “Adolescenza e Psichiatria: rompiamo gli schemi”, volto a delineare il contesto del disagio adolescenziale. Ad intervenire, fra gli altri, Paolo Pedrolli, direttore scientifico del convegno,Franco Lolli, psicoanalista, Roberto Merlo, psicoterapeuta, Angelo Righetti, psichiatra dell’equipe Basaglia,Vincenzo Castelli, consulente di politiche sociali e Angela Genova, professoressa della facoltà di sociologia di Urbino. Nel pomeriggio poi delle tavole rotonde di confronto a cui potranno partecipare tutti gli iscritti al convegno in cui riflettere su quelle che sono le aree su cui sviluppare politiche territoriali per i/le minori: comunità, scuola, servizi, tempo libero, sport.

La mattina del 14 dicembre invece il convegno di chiusura intitolato “Dalla presa in carico territoriale alla clinica di comunità, verso un patto territoriale per la salute mentale” dove tanti protagonisti del territorio e non solo si confronteranno per capire come “continuare” un percorso per arrivare a un patto territoriale sulla salute mentale. Fra questi, oltre alle neuropsichiatre delle veria ATS della regione Marche, anche Alessandro Morniroli, del Forum delle diseguaglianze, Alessandro Metz di Mediterranea Saving Humans e il Garante regionale dei diritti alla persona, Giancarlo Giulianelli.

Per coinvolgere e sensibilizzare quanto più i giovani del territorio, il 13 sera a teatro di Cagli sarà possibile assistere a performance teatrali e concerti.

Un evento che sarà aperto a tutto il territorio a cui è possibile iscriversi al link  http://labirinto.coop/corso/itinerari-oper-attivi/ ‎e che consentirà agli assistenti sociali e ai professionisti sanitari di ottenere crediti ECM.